Musicaletter 14 (6 gennaio 2020)

Ciao, il mio nome è Simone.

Ecco la Musicaletter numero 14 del 6 gennaio 2020.
Grazie per avermi letto fino ad oggi.
Iniziamo.


Piccolenews
I 20 migliori dischi JAZZ del 2019 secondo il Giornale della Musica, mentre Musictech ha stilato la classifica dei migliori strumenti digitali per fare musica (i DAW) del 2019. Apre a Torino il Museo della Fotografia con "lo sterminato l’Archivio Publifoto, che conta 7 milioni di scatti su eventi, personalità e luoghi realizzati dagli anni Trenta agli anni Novanta." Mentre Wired incorona gli astronauti delle missioni Apollo come grandi fotografi. E ti credo, erano sulla luna! Pare che i nuovi bus elettrici di Londra siano troppo silenziosi e potrebbero tirare sotto i pedoni. Per questo motivo, starebbero studiando un suono che avverta della loro presenza. Con Trenord questo rischio non sussiste. Per la serie: io ve l'avevo detto, Soundcharts ha predetto gli artisti emergenti del 2020. Al primo posto Aitch. In vista delle presidenziali americane del 2020 Spotify ha deciso di interrompere le pubblicità politiche destinate a 130 milioni di utenti gratuiti, perché dice di non essere in grado di capire se sono fakenews oppure no. Simile decisione hanno preso anche Twitter e Google. Mentre Facebook lascia la decisione agli utenti e ai media. Il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Mattarella è stato visto da più di 10 milioni di persone. Secondo Open, vincendo anche il presunto boicottaggio degli haters. Studiare musica farebbe bene ai ragazzi. Secondo uno studio canadese gli studenti di musica si dimostrano bravi in matematica, scienze e inglese. Questo perché studiare musica richiede memorizzare e coordinarsi con gli altri. Bisogna sapere come concentrarsi, organizzare le informazioni e regolare pensieri ed emozioni. E aumenta la voglia di imparare, poiché richiede di fare continue prove, di essere disciplinati e di gestire competenze complesse. L'archivio della Galbani sarà presto consultabile. Un accordo tra la città di Melzo e la società Lactalis permetterà di accedere a "filmati e video, un’enorme quantità di materiale promozionale e pubblicitario, etichette e manifesti, ma anche molti documenti aziendali, lettere, atti. E ancora confezioni di prodotti celebri, imballi. Pagine e copertine di periodici."

E dopo le piccolenews, partiamo con gli approfondimenti. Questo è il menù di oggi:

  • Un mese è passato dall'ultima musicaletter, come mai?

  • The Artist Formerly Known as Taylor Swift

  • I tempi di Miyazaki

  • Leggendo l'autobiografia di Prince...

  • 1999 Super Deluxe Edition

  • Spike Lee e Prince

  • Beyoncé: Prince aveva sempre la risposta pronta

  • Prince e il museo

  • Prince: la storia

  • The Guardian: Lana Del Rey – Norman Fucking Rockwell! il miglior album del 2019

  • Il mio 2019

  • The Master


Un mese è passato dall'ultima musicaletter, come mai?
Stiamo organizzando una mostra fotografica con i nostri scatti di Minneapolis, alcuni sono qui www.instagram.com/trentunoventuno. La mostra fotografica si terrà a Milano, nel mese di marzo e in un luogo facilmente raggiungibile con i mezzi, vicino al centro. E non sarà l'unica cosa che organizzeremo nel venti venti... ci sarà anche la proiezione di Purple Rain, sempre a Milano, in una giornata (sì, tutto un giorno!) dedicato a Prince (tenetevi liberi a metà aprile). Voi che siete iscritti alla musicaletter siete i primi a saperlo. Ma... non ditelo a nessuno. Shhh.

The Artist Formerly Known as Taylor Swift
La cantante americana Taylor Swift ha intenzione di registrare nuovamente tutta la sua discografia. La questione riguardarebbe la proprietà dei suoi master. La battaglia della cantante per la proprietà della sua musica assomiglia molto a quella di Prince con la Warner negli anni 90 quando:

  • Prince cambiò il proprio nome in un simbolo impronunciabile;

  • si presentava in pubblico con la parola "schiavo" sul viso;

  • veniva chiamato "l'artista precedentemente conosciuto come Prince" (da qui il titolo a questo pezzo);

  • minacciò di riregistrare tutta la sua musica, cosa poi non avvenuta tranne per una multi-versione di 1999, che io acquistati diligentemente dal sito di Prince.

Per Prince ci vollero molti anni perché la situazione trovasse una soluzione, e, purtroppo, solo poco prima del 21 aprile 2016. Le cose per Taylor Swift sono andate così: la sua ex-casa discografica Big Machine è stata acquistata da una "private equity" la The Carlyle Group (una società di investimenti). Al momento di prolungare il contratto, visto il rifiuto della cantante, le era stato inizialmente vietato di partecipare agli American Music Awards e di concedere la propria musica per un documentario su Netflix. Il risultato è una battaglia per cui Taylor ha potuto chiedere l'aiuto dei propri fan (grazie ai social) e per la quale sarà necessario capire quali saranno gli impatti artistici; quando si diventa un po' troppo manager si perdono energie artistiche. Saprà Taylor Swift ricreare le atmosfere dei suoi primi lavori? e cosa può sapere di musica una private equity?

I tempi di Miyazaki
Di questo passo, a Miyazaki serviranno 20 anni per finire il nuovo lungometraggio. Il produttore, amico e socio Suzuki dice che, in passato, Miyazaki ci metteva un mese per fare 7/10 minuti di film. Per questo film avrebbero pianificato di produrre 5 minuti al mese, ma il ritmo che stanno tenendo è quelli di 1 minuto al mese. Pare che sia stato completato lo storyboard di 20 minuti di film. D'altronde Miyazaki è nato il 5 gennaio 1941 (auguri!) e alle critiche avrebbe reagito così: a mi te m'el diset? (a me lo venite a dire? in milanese)


Fa piacere sapere, però, che nel messaggio di auguri di fine anno lo studio Ghibli (si pronunci gibli):

menziona anche la rappresentazione teatrale dedicata a Nausicaä, l’imminente Ghibli Park e “l’espansione attiva all’estero”.

Leggendo l'autobiografia di Prince...
...mi sono segnato un bel po' di lezioni da imparare, visto che il desiderio di Prince era quello di scrivere un "manuale per la comunità creativa".Ecco sparse, le frasi quelli che preferisco. Attenzione: non sono citazioni letterali, ma la mia interpretazione:

  • quello che crei è tuo!

  • bisogna aiutare i giovani artisti ad avere consapevolezza della propria missione;

  • Minneapolis mi ha plasmato, sono rimasto a Minneapolis perché bisogna contraccambiare;

  • il lettore deve colmare le lacune, Prince non voleva svelare il mistero;

  • basta iniziare col creare la propria giornata per poi creare la propria vita;

  • il modo in cui le cose appaiono e suonano, quando sono espresse liricamente, può dare un senso di apertura ed espressività;

  • ingredenti per una buona canzone:

    • luoghi nascosti,

    • poteri segreti

    • una parte di sè che non viene mostrata;

  • un uomo che comprende il femminino è desiderabile;

  • la musica è guarigione; i segreti oscuri devono diventare canzone prima di districarli. Molti artisti soffrono per queste crisi. Ma la musica è un posto tranquillo dove ascoltare i miei pensieri e creare;

  • riscrivere una strofa e il testo, ricopiandolo, aiuta a scomporlo nei suoi elementi per vedere da cosa è costituito;

  • suonare e cantare imitando i dischi preferiti aiuta a sviluppare l'estensione e un senso emotivo adatto a tutte le situazioni;

Prince si spinge anche a districare quel mistero che ci teneva lontano e che ha creato il personaggio. Prince è come se fosse sazio della vita e dei suoi misteri. E' un Prince pigro, triste e consapevole del passato, lui che non ha mai misurato il tempo. E si concede anche delle confidenze.

  • la vita durante la veglia era incredibilmente noiosa. Mi piace sognare più un tempo; molti dei miei amici non ci sono più e mi piace incontrarli nella veglia;

  • la musica: scritta in codice, c'è qualcosa di sacro che viene protetto su diversi livelli di significato: quando ti spingi in profondità non riesci più a leggerli in un altro modo;

  • c'è una parte del cuore che non dovresti mai concedere, perché (l'ho visto con i miei occhi) ci sono momento in cui credi sia finita.

Prince scrive e non registra la propria voce per poi farla sbobinare al ghost-writer. Scrive molto e va molto nei dettagli. Fin troppo; il racconto del suo primo bacio e della sua prima ragazza sono estenuanti per me. Più che un'autobiografia sembra raccontarsi da uno psicologo. Perché? Ipotizzo che Prince sapesse che i giorni su questa terra stavano per finire; non aveva più senso nascondersi dietro al pentagramma. Pentagramma, che, a quanto pare, lui non sapesse leggere. Diverse volte me lo sono domandato (e me l'hanno domandato): Prince come scriveva la musica? aveva degli appunti? Ora abbiamo la conferma. Che non sapesse leggere la musica ha lo stesso potere di spezzare il mistero? Non proprio. Nella musica pop "per definizione" bisogna avere orecchio. I musicisti pop, a differenza del jazz o della classica, vengono istruiti ascoltando la musica. E come è possibile tutto questo? Perché la musica leggera è figlia di una serie di semplici regole ampiamente condivise. Regole che sono sempre le stesse. Una volta imparate puoi andare avanti per millenni, e rifare sempre la stessa canzone (battutaccia che spesso si fa nei confronti degli artisti che hanno successo per decenni). La differenza dove sta allora? Sta nella vita che uno vive, nel buon senso e nella capacità di adattamento. In un'intervista al podcast The Digital Music News, la musicista Bibi McGill, leader della band di Beyonce, i Suga Mama, lo dice chiaramente:

per fare i musicisti bisogna arrivare in orario. Essere delle persone con cui gli altri desiderano lavorare.

Più della tecnica conta l'atteggiamento. Continuando Bibi racconta come ebbe il suo primo "gig", il primo lavoro da musicista, con Pink. Venne portata in aereo da Los Angeles a New York e sull'aereo si ascoltò in cuffia l'album di Pink che atterrata dovette suonare. Pure uno dei migliori collaboratori di Prince, Michael Nelson (il leader del gruppo di fiati Hornheads) raccontò che trovarono le note giuste del famoso stacco di ottoni in Sexy MF solo suonandolo di fronte a Prince. Prince aveva il suo istinto, il suo cuore e la sua pancia. La sua musica veniva tutta da lì. Ecco perché era ed è così potente. La sua musica non è figlia di tecnici ed esperti di marketing, ma è figlia della sua vita. Delle sue passioni e delle sue tribolazioni. Impagabile.

1999 Super Deluxe Edition
Eccolo il set definitivo. 4 cd e 1 dvd (nella configurazione che abbiamo scelto noi). Non mi dilungherò in dettagli tecnici e negli elenchi, che trovate ovunque sul Web. Mi piace invece approfondire, ancora una volta, la scelta artistica; The Prince Estate ha puntato su due cd di brani inediti ritrovati nel Vault. La domanda è: perché Prince non li ha mai pubblicati? Potrebbero esserci motivi tecnici e finanziari. Prima di tutto l'evento. Dopo il 21 aprile 2016, l'attenzione verso la sua musica ha toccato punte altissime. Ma quando era in vita, non era la stessa cosa. La morte, come si sa, è un ottimo strumento di marketing. Spiace, ma è così. Dopo il 21 aprile 2016 banche, avvocati, parenti (e tutti noi) stiamo sull'attenti per carpire ogni singola novità. Ma prima di quel giorno, avevamo tutti la stessa attenzione verso Prince? Forse noi FAM sì, ma gli altri se ne sbattevano. La promozione era tutta sulla sue spalle. Ma non solo. Riprendere i vecchi nastri, spolverarli, pulirli usando tecnologie di 35 anni fa - non a buon mercato - poteva essere difficoltoso e costoso. Oggi è tutto giustificato dai nostri sghei che siamo pronti a spendere.

Veniamo al contenuto del due Cd chiamati Vault 1 e Vault 2. I brani spesso sono accenni e giochi iniziali di quello che poi saranno le versioni finali (e pubblicate/note). Per la verità, sono più potenti e curiosi. Rozzi ma efficaci. Ma altre volte sembrano studiare delle soluzioni musicali, che poi finiranno su altri brani, creando un po' di confusione. E ripetizione. Anche qui, il 21 aprile 2016 ci permette (ahimè) di prendere le distanze dal già noto Prince. E godere dell'esperienza. Poi ci sono i brani spettacolari (Purple Music), che potevano benissimo trovare la strada per uscire e farsi ascoltare, senza fare danni alla carriera oramai consolidata. Infine, c'è la registrazione dal vivo di Houston. E' così piena, coinvolgente e pura! Prince era anche questo.

#metoo
Due brani di questo periodo e scovati nel Vault di Prince non sono poi stati pubblicati nella nuova raccolta di 1999. Si tratta di “Extraloveable” e “Lust U Always”. Ecco i motivi secondo Michael Howe che sta curando l'archivio di Prince:

Anche se questi due brani sono di quel periodo, entrambi contengono riferimenti allo stupro piuttosto deplorevoli. Da una parte abbiamo il candore insensibile dei testi, dall'altra ci siamo noi che non vogliamo prenderci alcuna licenza creativa modificando o manipolando i brani. Alla fine abbiamo deciso di escluderli. Anche se vogliamo far luce sull'intero periodo creativo, non vogliamo di certo creare un caso o risultare insensibili. Non pensavamo fosse giusto includerli.

L'impatto del #metoo è stato ampio: in Toy Story, il finale di finti errori (bloopers in inglese) con le situazioni dove un vecchio giocattolo si comportava in modo inappropriato (promettendo una parte nei film) con delle Barbie è sparito. Con questi brani (e più in generale su questo argomento) si tratta di decidere come agire, come dire, da un punto di vista personale. E forse sarebbe meglio che la decisione venga presa anche da chi si sente offeso (cioé non dagli uomini). Prince di quel periodo giocava pesantemente con i doppi sensi e con un umorismo impalpabile. The Prince Estate ha deciso di toglierle. Non una scelta da poco, ma comprensibile.

Spike Lee e Prince

Vi racconto la potenza di Prince. Avevamo appena finito “BlacKkKlansman”. Ci serviva una canzone che accompagnasse lo scorrimento dei crediti alla fine del film. Troy Carter ci ha detto: "abbiamo noi la canzone. Prince ha cantato il gospel Mary Don’t You Weep". Troy poi ci ha spedito la cassetta. Fu un miracolo che Troy avesse trovato la cassetta e che Prince volesse farmela avere. Io ci credo. Era sotterrata da qualche parte e, non so bene la storia, ma in qualche maniera Prince ha fatto sì che si trovasse il nastro e che arrivasse a noi per il finale del film. Ma è sbucata dal nulla.

Gli avevo detto che stavo facendo questo film GIRL 6 e che volevo la sua musica. Lui mi ha risposto: "scegli ciò che ti serve" e poi ha scritto il brano principale.

Per Money Don't Matter Tonight Prince voleva fare il video, ma non voglio essere il protagonista. Abbiamo girato in bianco e nero, in 16 millimetri, delle famiglie nere che avevano problemi a mettere del cibo in tavola. Per me quella canzone è ancora valida oggi, perché queste ci sono persone che vendono la loro madre per un quarto di dollaro. La gente si inginocchia all'altare dell'Onnipotente dio Dollaro e qualcuno deve morire e farsi del male per fare soldi.

il 18 novembre di 27 anni fa, Malcom X debuttò nei cinema e Prince era uno dei ricchi afroamericani che fecero avere i soldi per finire il film. Mi sembra doveroso ringraziarlo un'altra volta.

Prince non ci frenquetavamo molto, ma nel corso degli anni ci sentivamo. Era un tipo divertente. Mi faceva morire dal ridere. Una volta mi ha chiamato al telefono e mi ha detto: "Spike, sono Prince. Che acqua bevi?" Io risposi: "l'acqua del rubinetto di Brooklyn" e lui: "Spike, devi bere l'Acqua Fiji" e ha appeso il telefono. Giuro! Poi per un altro anno non ci siamo sentiti e mi ha chiamato di nuovo per chiedermi che tipo di acqua bevessi.

(trascritto da The Iconic Prince dalla presentazione dell'autobiografia di Prince)

Beyoncé: Prince aveva sempre la risposta pronta
Beyoncé ha risposto a un po' di domande fatte sui social e raccolte da Elle. In un caso ha coinvolto anche Prince. Nella domanda, la fan le chiedeva di potere rivedere il video del concerto del tour Formation (passato da Milano il 18 luglio 2016). Beyoncé ha risposto così:

Anni fa, chiesi a Prince di registrare le prove che facemmo per i Grammy. Mi disse: "non hai bisogno di registrarle. Le possiedi già, nella tua mente". Ahhh. Prince aveva sempre la risposta pronta. Anche tu puoi rivedere il Formation Tour nella tua mente. E' tuo. 🤪

Prince e il museo
Da qualche tempo Prince Estate ha cambiato le cose. Dopo avere collaborato per quasi 3 anni con la società Graceland Holdings (già presente nella villa di Memphis di Presley), dal primo ottobre il museo è amministrato dai famigliari stessi.

Prince: la storia
In un indirizzo esplicito (becoming.prince.com) è sbucata la storia di Prince. Raccontata in ogni dettaglio, corredata da foto, dalla mappa di Minneapolis e dalle voci "dei protagonisti". La Voce di Prince stesso che racconta, durante il concerto Piano and a Microphone del 21 gennaio 2016 a Paisley Park, alcuni momenti della sua vita. La profondità della voce di Prince è magnifica, così come il ritmo con cui scandisce e le pause tra una parola e l'altra. Il racconto e le voci di Husney, Bobby Z e altri, si ferma al primo concerto del Capri Teather. Hopefully, come dice Prince alla fine, potrebbero andare avanti.

The Best of Guerre Stellari
Siamo andati a vedere l'ultima puntata della saga di Guerre Stellari. I film creati da George Lucas, che in mano alla Disney hanno trovato nuova linfa (vera o presunta) grazie a specialisti del genere come JJ Abrams, già regista di Star Trek. L'ultimo Guerre Stellari intitolato L'ascesa degli Skywalker prova a tirare le somme e rispondere a molti quesiti lasciati in sospeso. Un po' ci riesce, un po' no. Per la mia serenità, quando vado a vedere Star Wars lascio a casa il bellissimo racconto misterioso/spirituale/soapopera di Lucas e mi godo lo spettacolo, per quello che è. Negli ultimi 5 episodi, compresi i 2 spin off recentemente prodotti, mi sono divertito e apprezzato i nuovi protagonisti, così come la colonna sonora potente di John Williams. In quest'ultimo episodio mi sono immerso nella storia raccontata dai vecchi protagonisti, godendo dell'ironia e della spettacolarità delle immagini. Lasciamo perdere la visione religiosa di Lucas, che aveva già perso dopo la prima trilogia.

Qualcuno, però, non ha perso la speranza e si batte ancora per vedere un Guerre Stellari meno mainstream e più film-indie. Meno Disneyland e più Tribeca. Gira su internet una sorta di petizione che chiederebbe la distribuzione della VERA versione realizzata/montata da JJ Abrams dell'ultimo Guerre Stellari. A quanto sembra, il film che abbiamo visto al cinema sarebbe quello che la Disney avrebbe imposto, limitando la creatività del regista. L'hashtag utilizzato sui social è "#ReleaseTheJJCut campaign". In italiano suona più o meno: "petizione perchè venga pubblicata la versione montata da JJ". Sì, lo so, in inglese è più figo. Chissà se nella versione di JJ è ancora presente il bacio tra due donne, che invece è stato censurato a Singapore. Secondo la legge singaporiana (si dice così?) un breve bacio lesbo avrebbe fatto diventare il film vietato ai minori, eventualità che non piaceva alla produzione. E d'altronde il PIL pro-capite di Singapore è quasi 3 volte quello italiano. Understand?

The Guardian: Lana Del Rey – Norman Fucking Rockwell! il miglior album del 2019
Per il Guardian, il miglior album dell'anno è Lana Del Rey – Norman Fucking Rockwell!. Su youtube. Laura Snapes scrive che Lana nel suo sesto album è "qualcuno che sa esattamente cosa sta facendo - mentre altri ci provano soltanto (tipo Wildest Dreams di Taylor Swift) perdendosi qualcosa. Ci sono migliaia di crooners, ma solo un Frank Sinatra". Ancora: "Non ci sono devozioni accecate: l'ossessione di Del Ray per gli archetipi americani, una volta relegati come superficiali, sono maturati in una comprensione precisa di come sono stati creati e della frastruazione che celano".

Il mio 2019
Provo a tirare le conclusioni di questo anno.

  • Podcast: su Soundcloud la puntata più ascoltata del nostro podcast (grazie a G e Bruno che hanno partecipato) è stata Guerra del Vietnam pt.1 (Podcast VII). Il brano più ascoltato è invece la cover che ho realizzato di An Honest Man di Prince. L'ultima puntata è dedicata ancora alla Guerra del Vietnam;

  • Instagram TrentunoVentuno: continua l'avventura del nostro profilo Instagram. In questo primo periodo il post più apprezzato sono stati gli auguri di Buone Feste. L'immagine della stella viola su sfondo ocra ha funzionato. A me è piaciuta questa foto di un gruppo chiamato Rainbow Children. Chissà se sono Testimoni di Geova?


The Master (3/3)

Termina oggi la traduzione dell'intervista a Chris Moon fatta da Chris Williams e pubblicata su Wax Poetics. Buona lettura (e grazie a G per la traduzione).

Che attrezzatura e strumenti avevi nel tuo studio?

Moon: Guarda, all'epoca facemmo tutti questi brani su un otto tracce, un registratore a bobine TASCAM. Non avevo molti soldi. Avevo costruito il mio studio di registrazione dai proventi della vendita di aspirapolveri. [risate] Era stato messo insieme con centesimi e monete prese qui e là. Quindi non era la miglior attrezzatura del mondo, ma senza dubbio entrambi eravamo entrati con più passione che soldi. Così una delle cose che facevamo con lo studio era, sperimentavamo -ho sempre detto a Prince che volevo davvero sperimentare un sacco. I Beatles avevano fatto una grande impressione su di me. Eravamo abituati a fare cose all'incontrario, dove il nastro viene suonato al rovescio. Facevamo suoni con vasi, pentole e cantavamo attraverso i tubi dell'aspirapolvere. Li facevamo oscillare e facevamo passare tutti i tipi di canto dentro un altoparlante di organo Leslie. Facevamo tutti i tipi di cose strane. In quel periodo, usavamo un microfono dinamico Shure SM58s. Usavamo microfoni vocali AKG C414s e microfoni Sony Condensers. Poi avevo alcuni compressori Urei. Avevo un ragazzo che mi aveva costruito un effetto phaser/flanger. Non era niente male.

Abbiamo messo quella roba in un rack e non era l'attrezzatura più costosa ma la usavamo per fare molte multitracce. Così facevamo tre voci, poi le mixavamo facendone una sola, quindi facevamo altre due voci e le mixavamo ottenendone una e poi mixavamo queste due creandone una, e ancora stratificavamo le nostre voci perché avevamo solo l'otto tracce con cui lavorare. Ci scambiavamo continuamente idee come pazzi. Perciò questa era l'attrezzatura dello studio. E poi dedicavamo davvero tutto il tempo libero di ogni giorno o di ogni fine settimana. Si arrabbiava sempre così tanto quando mi allontanavo per fare qualcos'altro anziché lavorare e stare con lui. Dopo essere diventato famoso mi chiamò. Accadde tre o quattro anni più tardi. Mi chiamò inaspettatamente e dissi, "Ehi, Prince. Non ti sento da tanto tempo." Chiese, "Cosa stai facendo? Sono così solo. Sai, non pensavo ma quando sei famoso non capisci perché le persone stanno con te. Vogliono tutti stare con me. Tutti vogliono essere miei amici. So che mi vogliono solo per i miei soldi e la mia notorietà. Mi sento così solo perché non posso davvero fidarmi di alcun legame che ho con qualcuno. L'unica persona che abbia fatto qualcosa per me, senza davvero volere nulla in cambio, sei stato tu." Ciò che sentivo in quella chiamata telefonica era lo stesso ragazzino di sedici anni, il ragazzo un po' spaventato che cercava di cantare nel mio studio, ora esposto al mondo, famoso pieno di soldi, che si rendeva conto di essere ancora spaventato. Era comunque un mondo solitario malgrado avesse raggiunto il suo sogno e nella vita avesse ottenuto ogni cosa che desiderasse, ma non era davvero il traguardo di tutto quello che avrebbe potuto diventare. In realtà, ho dato un'intervista alla BBC. La BBC mi ha fatto una domanda interessante. Mi hanno chiesto, "Come ti senti rispetto all'aver scoperto Prince e aver lavorato con lui?" Dopo che è morto mi sono fatto davvero questa domanda e non sono sicuro di avergli davvero fatto un favore. Penso che se dovessi tornare indietro per rifare tutto daccapo, vorrei non averlo scoperto. Vorrei non averlo portato dove l'ho portato. E forse avrebbe avuto una vita del tutto ordinaria e avrebbe sposato una ragazza normale, con una famiglia comune e avrebbe vissuto veramente una vita ordinaria e sarebbe stato più felice. Il mio accordo con Prince fin dall'inizio è stato il quello che avrei fatto qualsiasi cosa pur di renderlo famoso. C'era solo una cosa che volevo. Chiedeva, "Cos'è?" Dicevo, "L'unica cosa che voglio è che per ogni canzone che scriviamo insieme tu mi dia i crediti per le mie canzoni. L'unico motivo per cui faccio questo è che amo la musica. Mi piacerebbe vederti andare là fuori, e mi piacerebbe vederti andar là fuori con almeno una delle mie canzoni." La gente dice, "Fantastico, se tu potessi tornare indietro e rifarlo, non desidereresti metterlo sotto contratto? O non vorresti una percentuale più grande?" Dico, "No, perché ho ideato tutto il pacchetto che lo riguardava e abbiamo finito il suo demo." Venne da me e disse, "Voglio che tu sia il mio manager." Dissi, "Non esiste. Non ho alcun interesse ad essere un manager. Faccio questo perché amo la musica. Non mi interessa prenotare i tuoi hotel, assicurare che tu abbia un volo e vedere se hai cibo in camera. Queste cose non mi interessano affatto. Troverò qualcuno che lo faccia, ma non sarò un manager. Non è un lavoro che mi interessa." Gli trovai un buon manager. Con lui feci la parte che volevo fare.

Come lo portasti da Owen Husney?

Moon: Owen era manager di altri artisti; all'epoca un artista folk stava registrando nello studio. Così Owen ogni tanto passava nello studio e mentre registravamo sedeva con me. Lui lavorava con questa formale e composta coppia di ragazzi bianchi che cantavano canzoni folk. Ma era un manager rispettabile. Era un buon uomo d'affari. Aveva una piccola agenzia pubblicitaria e aveva le conoscenze delle basi dell'agenzia pubblicitaria e degli elementi di marketing, che avevo usato per Prince, che doveva sfruttare al passo successivo. Pensando di cercargli un manager Owen mi venne in mente abbastanza rapidamente perché lo conoscevo. Sebbene fossi un tecnico del suono, produttore, compositore, ero innanzitutto un commerciale. In tutta la mia vita avevo fatto marketing perciò era una mia passione. Owen era la persona naturale alla quale passare il testimone. Non dimenticherò mai la frase che usai quel giorno. Dissi, "Owen, ho il nuovo Stevie Wonder. Può suonare tutti gli strumenti, ha sedici anni, ma non è cieco."

Fu la mia presentazione. Feci andare questo demo di quattro canzoni che avevo scritto e prodotto con Prince. Disse, "Ok, non è male. Lasciami ascoltare." Continuai a pensarci per il resto della settimana, ogni giorno, dicendo, "Owen, devi spenderci altro tempo? Hai ascoltato il nastro?"

Allora, dopo circa una settimana, venne e disse, "Ok, lo sto ascoltando. Penso che qui ci sia qualcosa." Penso che non abbia fatto altro che andare a farlo ascoltare ad altri e a iniziare a riceverne un buon riscontro. Così disse, "Sì, penso che qui hai qualcosa. Mi piacerebbe lavorare con il tuo artista.” Dissi, "Non sto cercando nulla di particolare. Lo affido a te. L'unico accordo è lo stesso accordo che ho fatto con Prince. Ogni cosa che ho scritto che uscirà, voglio essere sicuro che mi venga attribuita." Owen da quel momento se ne occupò e gli procurò un contratto con la Warner Bros.


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A presto
Simone